ChatGPT Ads: cosa cambia e come prepararsi (e cosa sta già testando Social Levante)

Team agenzia di marketing tigullio

ChatGPT Ads: cosa cambia e come prepararsi (e cosa sta già testando Social Levante) Le “ChatGPT Ads”sono arrivate in Italia e Social Levante le sta già testando per fornirti una consulenza sempre aggiornata sui nuovi strumenti di advertising!Open AI ha messo in rollout le campagne pubblicitarie anche in Europa e il nostro team le sta studiando per dartiun servizio sempre migliore, nel frattempo abbiamo già qualcosa da raccontarti in merito! Perché sono importanti le inserzioni per aziende su ChatGPT? Il punto non è “dove” appare l’annuncio, ma in che momento mentale intercetta l’utente: mentre sta formulando un bisogno, chiarendo dubbi e prendendo decisioni dentro una conversazione. Nella maggior parte dei casi, gli utenti consultano ChatGPT per descrivere un problema, confrontare opzioni, chiedere alternative o per valutare la convenienza di un’offerta. Questo sposta l’asticella: l’algoritmo della piattaforma ti mostrerò proprio nel posto giusto al momento giusto. Quando parliamo di “cambio di contesto” intendiamo tre cose operative. Intento più alto, ma più fragileL’utente è spesso più vicino alla decisione, ma anche più sensibile a forzature. Se percepisce manipolazione o irrilevanza, la fiducia crolla. Domande lunghe, bisogni sfumatiNon ragioni per keyword isolate. Ragioni per “situazioni”: vincoli, preferenze, budget, tempi, rischi percepiti. La creatività non è solo visual + claimConta la capacità di rispondere a obiezioni e guidare al prossimo step (es. checklist, comparazioni, prova sociale, casi d’uso).  Tradotto: non basta “adattare” un annuncio Meta o Search. Serve ripensare messaggio, landing e misurazione attorno a una conversazione.  Cosa cambia per strategia: da targeting a “readiness” In ambienti conversazionali, la segmentazione classica perde parte della sua efficacia. Non perché sparisce, ma perché viene superata da un’altra variabile: quanto l’utente è pronto a scegliere. Cose da impostare bene: Offerta e posizionamento: una proposta chiara (cosa fai, per chi, con che risultato) batte qualsiasi “creatività brillante”. Messaggi per stadio: non un unico annuncio, ma varianti per: esplorazione (capire opzioni) valutazione (confronto) decisione (prova, preventivo, call) Asset di supporto: pagine, mini-guide, FAQ, casi studio, comparazioni. In conversazione servono “pezzi” da citare e verificare. Se non hai questi asset, l’ad rischia di portare traffico su una landing debole, e il costo reale lo paghi in conversion rate.  Impatto su contenuti e landing: per le ChatGPT Ads serve “rispondere”, non solo vendere La landing deve fare una cosa precisa: continuare la conversazione: Above the fold: promessa, chi aiuta, autorevolezza (numeri, casi, loghi, testimonianze), accanto a una CTA unica Sezione obiezioni: tempi, costi, cosa include/non include, prerequisiti Casi studio: non storytelling generico; schema problema → intervento → risultato FAQ: 6 – 10 domande reali: prendi ispirazione dalle domande che fanno i tuoi clienti CTA coerenti: Offri un audit se l’utente è in valutazione Punta sulla richiesta di preventivo se è in decisione Proponi una checklist se è in esplorazione In più: se vuoi che l’esperienza regga, devi curare la coerenza tra: messaggio sponsorizzato promessa in pagina form / step successivo follow-up (email o call)   Rischi e limiti: governance, brand safety, misurazione, privacy Per questi aspetti è importante prepararsi prima: Governance (chi approva cosa) Definisci linee guida: claim consentiti, claim vietati, settori sensibili, tono. Crea una “matrice messaggi” approvata (value prop, proof, CTA) per evitare improvvisazioni. Brand safety (contesto e associazioni) In conversazione, il contesto può cambiare rapidamente. Il rischio non è solo “dove appare”, ma accanto a quali temi. Serve una policy: esclusioni, categorie sensibili, e un processo di review. Misurazione e attribution Devi creare la Fonte dei dati e gli eventi di conversione Il click potrebbe non essere l’evento principale: l’utente può “prendere nota” e convertire dopo, altrove. Prepara un modello di lettura multi-touch: micro-conversioni (scroll, view di sezioni chiave, download, start form) + conversioni finali. Privacy e compliance Evita qualsiasi dipendenza da dati sensibili o inferenze non controllate. Allinea cookie banner, tracciamenti, e logiche di remarketing alle policy e al consenso. Se non hai governance e misurazione, il rischio è doppio: spendi senza capire e ti esponi a errori di comunicazione. Il comportamento dell’utente su ChatGPT è sì prevedibile, ma anche variegato.È quindi necessario testare e scegliere con cura messaggi e obiettivi, ma anche tenere conto del fatto che la conversazione con l’AI potrebbe essere soltanto un punto di contatto e non di conversione. Per questi motivi stiamo provando lo strumento, usando come modello proprio Social Levante. Nel prossimo articolo potremo raccontarvi i nostri primi test su Ads Manager di Open AI e personalizzare la strategia anche per la vostra azienda.   

Bando Doppia Transizione 2026 (CCIAA Genova): voucher fino al 70% per digital + sostenibilità

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Contributi marketing e promozione per reti d’impresa, consorzi e aggregazioni per la Liguria La Camera di Commercio di Genova ha pubblicato il Bando Doppia Transizione 2026: un’opportunità concreta per finanziare progetti di innovazione digitale e transizione sostenibile con un voucher a fondo perduto.Se stai rimandando investimenti come CRM, cybersecurity, automazioni o soluzioni di Intelligenza Artificiale, questo bando può ridurre drasticamente l’esborso.  Cos’è il Bando Doppia Transizione 2026 È un bando della CCIAA di Genova che sostiene le imprese nell’adozione di: Tecnologie digitali (processi, strumenti, integrazioni) Soluzioni orientate alla sostenibilità (in logica di efficientamento e impatto) In pratica: incentiva progetti operativi. Se l’investimento migliora processi, sicurezza, gestione clienti o vendite, vale la pena valutarlo.  Quanto finanzia Il bando prevede:  Voucher a fondo perduto fino al 70% delle spese ammissibili Contributo massimo: 4.000 € Premialità +250 € se l’impresa possiede rating di legalità o certificazione di parità di genere   Spese ammissibili Tra le spese finanziabili rientrano tecnologie e attività che molte PMI spesso tengono in standby.  1) Intelligenza Artificiale (AI) Esempi concreti: Assistente virtuale per rispondere a domande frequenti e filtrare richieste Automazioni per smistare contatti, creare task, inviare follow-up Analisi di dati (lead, vendite, customer care) per decisioni più rapide 2) CRM e gestione contatti/clienti Implementazione o migrazione CRM Pipeline commerciale con fasi e reminder Segmentazione contatti e storico interazioni 3) Cybersecurity Hardening di sistemi, backup, gestione accessi Policy e strumenti per ridurre rischio phishing Monitoraggio e protezione endpoint 4) Integrazione e-commerce e sistemi connessi Integrazione e-commerce con gestionale/magazzino Collegamento con strumenti di fatturazione e logistica Tracciamenti e misurazione (per capire cosa vende davvero) A chi conviene (e quando ha senso muoversi) Questo bando è particolarmente utile se: Hai un progetto “pronto” (o quasi) e ti serve spinta economica per partire Vuoi ridurre costi operativi (tempo, errori, passaggi manuali) Hai già un flusso lead/vendite e vuoi aumentare conversioni con strumenti migliori Hai bisogno di mettere in sicurezza dati e processi Se invece non hai ancora chiaro cosa implementare, conviene usare luglio/agosto per definire un mini-piano: obiettivi, strumenti, costi, tempi. Scadenze e come prepararsi Le tempistiche sono strette: 8 luglio 2026: apertura piattaforma per pre-compilare la domanda 14–28 settembre 2026: finestra per invio ufficiale Come prepararsi  Scegli 1–2 interventi prioritari (non 10 cose insieme) Definisci obiettivo misurabile (es. ridurre tempi di gestione lead del 30%) Raccogli preventivi e descrizione tecnica dell’intervento Prepara una bozza di progetto con costi e timeline Checklist documenti/azioni  Verifica requisiti dell’impresa (inquadramento, sede, eventuali vincoli) Seleziona l’intervento (AI/CRM/cybersecurity/e-commerce) Definisci obiettivo + KPI (tempo, costi, conversioni, sicurezza) Raccogli preventivi e specifiche (cosa viene fatto, con quali strumenti) Prepara descrizione sintetica del progetto (1 pagina) Pianifica la compilazione in anticipo (pre-compilazione dall’8 luglio) Cosa può fare Social Levante per te Social Levante può aiutarti a trasformare il voucher in un progetto che funziona davvero: non solo “fare marketing”, ma impostare strumenti e processi che riducono lavoro manuale e aumentano performance. Cosa facciamo, in concreto: Assessment operativo (1 call + mini-audit): capiamo dove perdi tempo e dove ha senso intervenire (lead, customer care, back office, vendite). Definizione del progetto e del perimetro: scegliamo 1–2 interventi ad alto impatto e traduciamo l’obiettivo in attività misurabili. Implementazione e setup: CRM, tracciamenti, automazioni, integrazioni tra strumenti (es. form → CRM → email/WhatsApp → task), basi per un assistente virtuale. Misurazione e ottimizzazione: KPI, dashboard essenziali, correzioni rapide dopo il go-live. Cosa non facciamo: Non sostituiamo il commercialista/consulente per la presentazione formale della domanda. Non promettiamo risultati “magici”: lavoriamo su processi, strumenti e misurazione. Se hai già un fornitore tecnico o un consulente che segue la parte amministrativa, ci integriamo senza problemi: noi copriamo la parte strategica + operativa su digitale e processi.  Se vuoi capire se la tua impresa può accedere e quali spese ha senso inserire, facciamo un check gratuito. Cosa ti porti a casa: una valutazione se conviene partecipare 1–2 idee di progetto “finanziabile” ad alto impatto una checklist di cosa preparare per arrivare pronto a settembre   Vuoi usare il bando pid 2026 per fare un upgrade reale?  Scrivici per il check requisiti gratuito: ti diciamo in modo diretto se conviene, cosa fare e come prepararti.  Dettagli ufficiali del bando:  https://www.ge.camcom.gov.it/it/innovazione/pid-punto-impresa-digitale/finanziamenti-innovazione-1/bando-pid-2026-2027

Bando Regione Liguria 2026: contributi marketing e promozione per reti d’impresa, consorzi e aggregazioni (PR FESR Azione 1.3.2)

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Contributi marketing e promozione per reti d’impresa, consorzi e aggregazioni per la Liguria Regione Liguria ha attivato il bando PR FESR 2021–2027 – Azione 1.3.2 “Creazione e sviluppo di reti e aggregazioni di imprese”. È una misura pensata per finanziare progetti comuni di rete: servizi condivisi, digitalizzazione, marketing di rete, sostenibilità e rafforzamento delle filiere. In sintesi (numeri e scadenze) Contributo: 50% a fondo perduto sulle spese ammissibili Massimo contributo: fino a 80.000 € Investimento minimo: 40.000 € per reti già esistenti (spese ammissibili retroattive dal 01/07/2025) 20.000 € per nuove reti (spese ammissibili retroattive dal 01/01/2025) Durata progetto: conclusione entro 12 mesi dalla concessione Domande: dal 14 al 21 aprile 2026 su FILSE – “Bandi Online” A chi è rivolto (beneficiari) Possono partecipare: Micro, piccole e medie imprese (MPMI) in forma associata (reti già costituite) Consorzi e società consortili Nuove aggregazioni di imprese, purché la costituzione sia perfezionata entro 60 giorni dalla comunicazione di esito positivo Comparti indicati: industria, commercio, artigianato. Cosa finanzia (interventi e spese ammissibili: esempi pratici) Il bando sostiene interventi per creazione, consolidamento e sviluppo dell’aggregazione, ad esempio: Funzioni/servizi condivisi: progettazione, logistica, comunicazione, strumenti integrati per la gestione dei processi interni Reti di fornitura: creazione, consolidamento e sviluppo Qualità e sostenibilità: pratiche socialmente responsabili e sostenibilità ambientale Marketing di rete: ampliamento mercato e canali distributivi (anche marchio di rete) Welfare aziendale Digitalizzazione: integrazione di tecnologie digitali nei processi produttivi Strutture commerciali/espositive/distributive e centri di assistenza/informazione Nota tecnica importante: rete con imprese anche fuori Liguria Se il progetto ha ricadute anche su strutture operative fuori Liguria di imprese della stessa aggregazione, le spese possono essere riconosciute solo per la quota riferita alle imprese liguri, calcolata in base al rapporto:imprese con strutture operative in Liguria / imprese totali dell’aggregazioneTradotto: perimetro e budget vanno impostati bene subito, perché questa regola può cambiare la convenienza economica del progetto. Come può aiutarvi Social Levante Supportiamo la presentazione della domanda con un percorso strutturato: Presentazione progetto (obiettivi, attività, output, perimetro) Piano marketing di rete sviluppato con noi (per rendere il progetto coerente e valorizzabile)   Vuoi capire rapidamente se la tua rete/consorzio/aggregazione è può accedere al bando e come impostare progetto + budget senza perdere tempo?  Prenota una call di 15 minuti con il team al più presto!

Value Proposition: perché è la base di un brand con identità forte e come costruirla bene

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Value Proposition: perché è la base di un brand con identità forte e come costruirla bene   Ci sono aziende che “si raccontano bene” e aziende che, anche con un buon prodotto, faticano a farsi capire. Spesso la differenza non è il budget o la creatività, ma la chiarezza: sapere spiegare in poche righe perché un cliente dovrebbe scegliere te e non un’alternativa. È qui che entra in gioco la Value Proposition (proposta di valore): non uno slogan, non un elenco di servizi, ma la sintesi concreta di ciò che fai, per chi lo fai e del risultato che prometti, con un motivo credibile per cui dovrebbero fidarsi.   Per una PMI locale -come la maggior parte delle aziende che operano in Liguria, a Genova, o nel Tigullio- la value proposition è ancora più importante: il mercato è fatto di relazioni, passaparola e reputazione, e se il messaggio è confuso si finisce a competere solo sul prezzo o sulla “simpatia”. Una VP ben costruita, invece, rende il brand riconoscibile, coerente e più facile da scegliere. Cos’è davvero una Value Proposition (e cosa non è) La value proposition è una proposta di valore chiara e verificabile. In pratica risponde a quattro domande: a chi ti rivolgi, che problema risolvi o che risultato porti, come lo fai e perché tu (cioè cosa ti differenzia in modo reale). È diversa dal payoff perché il payoff può essere ispirazionale, mentre la VP deve essere comprensibile anche da chi ti incontra per la prima volta e sta decidendo se contattarti o scorrere oltre. Un brand forte non è solo “bello”: è chiaro. La chiarezza ti rende riconoscibile in un mercato affollato, perché ti posiziona e ti toglie dalla categoria dei “generalisti” sostituibili. Inoltre ti aiuta a scegliere quando arriva una richiesta fuori fuoco, una VP solida ti permette di dire no senza sensi di colpa, perché sai qual è il tuo perimetro e cosa vuoi diventare nella testa delle persone. C’è poi un effetto molto pratico: se la VP è chiara, tutto il resto si allinea. La comunicazione diventa più efficace, i messaggi risultano coerenti e ripetibili (ma non ripetitivi, attenzione!), e anche i preventivi diventano più “comprabili” perché spiegano il valore prima del prezzo. In ottica SEO, la VP non è una bacchetta magica, ma aiuta indirettamente: pagine più focalizzate, messaggi più pertinenti, migliori conversioni e più ricerche branded nel tempo, perché se sei riconoscibile le persone imparano a cercarti. Come costruire una Value Proposition efficace: un metodo semplice Per costruire una VP che regga davvero, serve partire dal concreto. Il primo passo è definire il cliente ideale con confini netti. Per una PMI locale questo è fondamentale: parlare a “tutti” significa non parlare a nessuno, e nel territorio la specializzazione è spesso un vantaggio enorme. Il secondo passo è scegliere un problema principale che vuoi risolvere meglio di altri. A questo punto entra in gioco la parte che spesso viene saltata: il “perché tu”. Qui non basta dire “siamo professionali”. Serve una prova o un metodo: casi studio, processi consolidati, specializzazione sul territorio, strumenti, framework, un modo di lavorare riconoscibile. È anche il punto in cui si inserisce la differenziazione vera, qualcosa che un cliente percepisce come raro o specifico. Errori comuni che indeboliscono la proposta di valore Il primo errore è essere generici: “qualità e professionalità” è il minimo sindacale, non un motivo di scelta. Il secondo è dire “facciamo tutto”: può sembrare rassicurante, ma ti rende “confondibile” e ti porta clienti non in target. Il terzo è parlare troppo di te e poco del cliente: la VP deve partire dal loro problema e dal risultato che vogliono ottenere, non dalla lista delle tue competenze. E infine, attenzione a promettere senza prove: se dici “siamo i migliori” ma non mostri casi, metodo o indicatori, la fiducia non si attiva. La value proposition è solo per grandi aziende? Certo che no: per una PMI è spesso ancora più decisiva, perché aiuta a distinguersi senza dover abbassare i prezzi. La value proposition è la spina dorsale di un brand con identità forte: ti rende memorabile, riconoscibile e coerente. E quando sei chiaro,  le persone capiscono subito se sei la scelta giusta! Per una PMI locale, questa chiarezza si traduce in reputazione, passaparola migliore e clienti più in target. Se vuoi costruire (o rifinire) la tua value proposition in modo concreto, possiamo farlo insieme con un workshop personalizzato: una sessione pratica in cui analizziamo mercato locale, clienti ideali e i tuoi punti di forza per modellare una value proposition su misura per il tuo brand. Scrivici subito e prenota il tuo workshop personalizzato!  

Da luglio Meta Ads costa di più: cosa cambia e come proteggere budget e risultati

aumento costi meta ads

Se la tua azienda investe in pubblicità su Facebook e Instagram, da luglio potresti notare una differenza: a parità di impostazioni e budget, il totale addebitato può risultare più alto. Non è (necessariamente) perché le campagne “vanno peggio” o perché hai aumentato la spesa: Meta sta introducendo dei costi aggiuntivi legati al Paese in cui si trova il pubblico che vede le inserzioni. In pratica, in alcune aree geografiche verrà applicato un supplemento collegato a imposte e oneri locali (spesso citati come imposte sui servizi digitali). Se sei un’azienda in Liguria (Genova, Tigullio, Sestri Levante e dintorni) e investi su Meta per acquisire contatti o vendere online, questo aggiornamento è utile da conoscere per pianificare al meglio i prossimi mesi. In questo articolo ti spieghiamo in modo semplice: Perché da luglio potresti pagare di più su Facebook e Instagram Negli ultimi anni, diversi Paesi hanno introdotto forme di tassazione o oneri legati ai servizi digitali. Meta, per adeguarsi a questo scenario, applicherà supplementi locali quando le inserzioni vengono mostrate in determinate giurisdizioni. Il punto chiave è questo: il costo extra non sostituisce il budget, si aggiunge. Quindi: Questo significa che, in alcuni casi, l’addebito complessivo può risultare più alto rispetto a quanto ti aspettavi guardando solo il budget della campagna. Come funzionano i costi per area geografica Meta calcola questi costi in base a dove si trova il pubblico al momento in cui vede l’inserzione (le cosiddette impression).È un dettaglio importante per molte PMI: Esempio semplice: se sei un’azienda italiana e fai campagne rivolte a persone in Italia, il costo aggiuntivo può applicarsi. Ma può applicarsi anche se sei un’azienda estera e fai campagne verso utenti in Italia. Quanto incide in Italia Per l’Italia, l’aliquota indicata è del 3%. Facciamo un esempio pratico: Sembra poco? Dipende. Su piccoli budget l’impatto è contenuto, ma su investimenti continuativi (e su più campagne) può diventare una voce da considerare, soprattutto se lavori con margini stretti o con obiettivi di costo molto precisi (es. costo per lead o costo per acquisto). Cosa cambia nella pianificazione: budget, limiti e report Da luglio diventa ancora più importante distinguere tra: Il budget impostato in piattaforma serve a controllare la spesa pubblicitaria. Se però il costo aggiuntivo viene calcolato “a parte”, il totale finale può superare quel numero. Cosa significa in pratica per una PMI: Cosa fare subito per limitare l’impatto La buona notizia è che un aumento dei costi non significa che Meta Ads “non conviene più”. Significa che bisogna lavorare con più metodo per recuperare efficienza. Ecco le leve più concrete su cui intervenire: Alternative e strategie complementari (per PMI) Qui sotto trovi tre alternative molto concrete che, affiancate a Meta, aiutano a stabilizzare risultati e costi. Newsletter ed email marketing (canale proprietario) L’email è un canale che “possiedi”, esattamente come il tuo sito web: Per molte PMI, una buona strategia email riduce la pressione sull’advertising: se converti meglio i contatti già acquisiti, puoi permetterti di essere più selettivo (e profittevole) sull’acquisizione. Contenuti blog/guide (SEO) per ridurre il costo di acquisizione nel tempo Investire in contenuti non dà risultati “domani mattina”, ma costruisce un asset che: Se il tuo settore ha domande ricorrenti (prezzi, dubbi, confronti, guide), il blog può diventare un canale di acquisizione stabile. Google Ads per intercettare domanda “calda” Meta intercetta interesse e scoperta; Google intercetta spesso intenzione. Per molte PMI, Google Ads è un ottimo modo per bilanciare: Come può aiutarti Social Levante Il modo migliore per proteggere budget e risultati è un mix di: Se vuoi, insieme possiamo fare un check rapido per stimare l’impatto sul tuo investimento, identificare dove recuperare efficienza e definire un piano pratico per continuare a performare senza sprechi di budget. Richiedi una prima consulenza gratuita con il team di Social Levante: 30 minuti per rivedere le tue strategie di comunicazione sui tuoi canali Meta! Richiedi subito una consulenza!