Com’è nato il termine “trendsetter” e cosa significa

La parola “trendsetter” è oggi parte del linguaggio comune, soprattutto nel marketing e nella moda. Ma qual è la vera origine di questo termine? Chi furono i primi trendsetter della storia e come hanno influenzato la società? In questo articolo, esploriamo le radici storiche e culturali del termine “trendsetter”, dalle sue prime apparizioni alla consacrazione nella cultura pop.

Le prime tracce del termine “trendsetter”

Il termine “trendsetter” nasce nell’ambito della moda anglosassone. Le prime occorrenze documentate risalgono agli anni ‘40 negli Stati Uniti, quando le riviste di moda iniziano a parlare di “trend-setters” per indicare quelle persone – spesso giovani donne – che lanciavano nuovi stili e comportamenti destinati a essere imitati.

Una delle citazioni più antiche si trova in un articolo del 1941 sulla rivista americana “The New Yorker”, dove si descrivevano le “trend-setters” come coloro che “creano e diffondono le nuove mode tra la società urbana”.

Gli anni ‘50 e ‘60: la consacrazione del trendsetter nella moda

Negli anni ‘50, il termine si consolida grazie all’esplosione della cultura giovanile e dei primi fenomeni di massa. Icone come Audrey Hepburn, James Dean e Brigitte Bardot diventano veri e propri trendsetter: i loro look, atteggiamenti e gusti influenzano milioni di persone nel mondo.

Negli anni ‘60, la parola “trendsetter” entra stabilmente nel vocabolario della moda. Le “London girls” e le “It Girls” come Twiggy diventano simboli di una generazione che rompe gli schemi e detta nuove regole estetiche e comportamentali.

La diffusione del concetto nella cultura pop e nei media

Dagli anni ‘70 in poi, “trendsetter” viene utilizzato anche fuori dal mondo della moda, per descrivere chi introduce innovazioni in musica, arte, tecnologia e persino politica. I media iniziano a parlare di trendsetter anche in ambito musicale (i Beatles, David Bowie), tecnologico (Steve Jobs) e sociale (Madonna negli anni ‘80).

Il termine assume così una valenza più ampia: non solo chi detta la moda, ma chi anticipa e influenza i cambiamenti della società.

Curiosità e aneddoti sui primi trendsetter

  • La prima “trendsetter” documentata dalla stampa americana fu la stilista Claire McCardell, che negli anni ‘40 rivoluzionò il modo di vestire delle donne americane con abiti pratici e funzionali.
  • Negli anni ‘60, la boutique londinese “Biba” fu considerata un vero laboratorio di trendsetting: ogni capo indossato dalle sue clienti diventava subito un must-have.
  • Il termine “trendsetter” è stato inserito nei principali dizionari inglesi solo negli anni ‘70, a testimonianza della sua rapida diffusione.

Il trendsetter oggi: evoluzione del termine

Oggi “trendsetter” è usato in moltissimi ambiti, ma la sua radice resta legata alla capacità di anticipare e influenzare le scelte collettive. Dai social influencer ai pionieri del design, la figura del trendsetter continua a essere centrale nella cultura contemporanea.

La storia del termine “trendsetter” ci ricorda che l’innovazione nasce sempre dall’incontro tra coraggio personale e spirito collettivo. Oggi come ieri, essere trendsetter significa osare, sperimentare e, soprattutto, saper ispirare gli altri.

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